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Mondiali, Messi: "Ancora con l'Argentina per la gente che lotta per i sogni. Neymar al Real? Sarebbe un colpo terribile"

Tra Barcellona e Argentina gli scenari e le prospettive della Pulce, con vista sulla Russia


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Mondiale all’orizzonte per Leo Messi, che dopo il turbolento addio all’albiceleste all’indomani delle amarezze di Copa America punta l’ultimo trofeo che non ha ancora vinto: ”Dopo che avevo annunciato che avrei lasciato la nazionale, ci ho ripensato a mente fredda”, spiega l’argentino a TyC Sports. ”Ho capito che stavo dando un messaggio sbagliato alla gente che lotta per i propri sogni: devono continuare a lottare per essi. In questi ultimi dieci anni ci siamo sentiti obbligati a vincere, ma non è così: non esistono obblighi con nessuno, anche se le tre finali perse sono un peso che ci portiamo dentro. Obiettivo minimo per questo Mondiale? Arrivare tra le prime quattro lo renderebbe un buon Mondiale, ma il desiderio è quello di vincerlo".

Nessun confronto a distanza con CR7: ”Non mi interessa essere il migliore della storia, non sono in competizione con nessuno: provo soltanto a migliorarmi e superarmi anno dopo anno. Non mi sono mai proposto come il migliore, né come il secondo o il terzo. Ronaldo? Non sono in competizione con lui".

Meno riservatezza quando Messi risponde sull’eventualità che proprio al Real possa finire il suo ex compagno Neymar: "Sarebbe un colpo terribile per il Barcellona, per quello che Ney significa per noi: qui ha vinto tanti titoli importanti. Sia loro che noi abbiamo i migliori giocatori del mondo in ogni posizione, Ma il Real ha qualcosa di unico: vince anche giocando male, alla fine porta a casa anche le partite storte. Noi invece dobbiamo giocare molto meglio per vincere. In questa ultima Champions abbiamo mandato tutto a ..., per il vantaggio che avevamo. Eravamo già in semifinale, è stata una delusione".

Sul futuro, Messi lo vede ancora blaugrana: "Non ho la tentazione di lasciare il Barça, perché meglio di qui non starei da nessun'altra parte. E' il miglior club del mondo, la migliore città del mondo, i miei figli hanno gli amichetti qui. Non ho bisogno di cambiare, lotto ogni anno per vincere tutto e non devo dimostrare nulla da altre parti. Il pallonne d'oro? Ne ho vinti quattro di fila e va bene così. In cosa sono cambiato rispetto al passato? Non mi piace rivedermi, diciamo che oggi seleziono di più le giocate, mentre quando ero più giovane ne facevo 500 a partita".


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