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Tragedia Sala, la mamma due mesi dopo: "Rabbia e dolore per tutta la vita. Non si sono presi cura di lui, ci devono risposte"

il 21 gennaio l'incidente che ha causato la morte dell'attaccante argentino e del pilota del velivolo caduto nella Manica


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A due mesi dal disastro aereo che gli ha portato via il figlio non è diminuito il dolore ma è se possibile aumentata la rabbia di Mercedes Sala, mamma dell’attaccante in via di trasferimento dal Nantes al Cardiff City, a bordo del velivolo caduto nel canale della Manica il 21 gennaio. “Provo tristezza e dolore che durerà per tutta la vita, ma anche ira. Oggi siamo in preda alla collera”, racconta all’Equipe la mamma dell’argentino. ”Non si sono presi cura di lui nel modo in cui si deve fare per un giocatore da 17 milioni, ci aspettiamo di capire come e perché sia successo tutto questo”.

Mercedes al giornale francese ha poi ricostruito le fasi vissute la sera dell’incidente: "Avevo parlato con Emiliano prima che salisse in aereo e gli dissi che l’avrei richiamato una volta arrivato in hotel a Cardiff. Un paio d’ore dopo ho tentato di raggiungerlo, ma non rispondeva. Ho riprovato mezzora più tardi, niente. Allora ho chiamato l’agente che mi ha detto che l’aereo era disperso".

La signora Sala parla delle risposte sul disastro, ma anche sul trasferimento del figlio: "Nessuno ci ha chiamato, posso capire vogliano avere tutte le informazioni, ma ad un certo punto bisognerà darci una risposta perché non si può cancellare una firma". Sul disaccordo tra i club sul pagamento: "Incomprensibile, il contratto era firmato".

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