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Buffon: "Cinesi e americani una sconfitta per l'Italia. Fare una papera è uno shock, invidio chi ne fa di più"

il portiere bianconero ricorda anche la depressione di qualche anno fa: "fu fondamentale non prendere medicine"


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In copertina su Kicker, nonostante in Germania non ci abbia mai giocato. Gigi Buffon è anche questo, e al portale tedesco ha commentato con una certa amarezza i cambiamenti della nostra serie A. Segnata oramai da investitori stranieri, e che hanno tagliato i ponti con le grandi famiglie che avevano caratterizzato l'epoca degli anni '90 e 2000: "La Roma agli americani, le milanesi ai cinesi…povera Italia. È una sconfitta per il nostro calcio e le nostre tradizioni".

IL RUOLO DEL PORTIERE - "Un portiere deve essere masochista. Come ruolo può essere paragonato all’arbitro. Ha il potere di comandare ma può solo subire goal, non può segnare, e deve sopportare offese continue. La psicologia dovrebbe studiare questo ruolo così contraddittorio. Per me fare una papera è uno shock. Ci metto giorni a riprendermi. Invidio chi ne commette di più…lo shock non è così grande"

DA PICCOLO - "Mangiavo così tanta mortadella e orsetti gommosi che è un miracolo non sia ingrassato. La mia carriera sarebbe diventata improbabile".

LA DEPRESSIONE DI QUALCHE ANNO FA - "Fu fondamentale non prendere medicine. Rimasi artefice del mio destino, senza dipendere dai farmaci".

CHAMPIONS - "Da anni mi chiedo cosa mi spinga ancora a giocare. Questa battaglia interiore mi porta forti motivazioni. Se avessi vinto la Champions sarei svuotato: mi sprona".  


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