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#FGCON Giulia Mizzoni (DAZN): "Oggi le donne nel calcio non sono più un contorno. All'asta del fanta Nainggolan e Caldara"

Parola a Giulia mizzoni, volto competente e brillante dell'emittente di streaminG: "Curiosa di vedere all'opera anche kluivert jr e boateng"


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Chissà se la preparazione pre-campionato è stata tosta come quella di un atleta. Di sicuro a "DAZN" stanno lavorando freneticamente e non vedono l'ora inizi il campionato di Serie A, per offrire una programmazione innovativa in Italia, con volti freschi, ma non troppo. Sì, perchè parte della squadra, composta da professionisti competenti e appassionati, l'abbiamo già apprezzata sulla piattaforma di Sky e non solo. Giulia Mizzoni è uno dei volti più conosciuti e brillanti: "E’ stato un peccato chiudere l’esperienza con "Fox Sports Italia" - racconta a Fantagazzetta - Mi rincuora però vedere molti volti dell’emittente su DAZN, dal Direttore a telecronisti come Stefano Borghi, Edoardo Testoni e Riccardo Mancini". In questa circostanza, si è rivelato vero il detto che una volta chiusa un'avventura se ne apre un'altra, per certi versi molto più stimolante: "Com'è avvenuto il contatto con la piattaforma di streaming? Conosco da anni Marco Foroni, con cui ho avuto modo di lavorare a "Fox Sports" - spiega la giornalista - Non appena ha ricevuto l’incarico di formare la nuova squadra di DAZN, ci siamo risentiti e ho deciso di accettare questa nuova sfida, nella convinzione che il modello proposto sia il modello vincente con cui guarderemo lo sport in futuro".

"La cosa che più mi convince di DAZN - aggiunge Giulia - è la loro filosofia "Fan First": cioè, il tifoso viene prima di ogni altra cosa. Questo elemento è particolarmente evidente nell’accessibilità dell’offerta, con prezzi contenuti, possibilità di vederli su Smart tv o in mobilità, e l’assenza di vincoli contrattuali". 

#1 – Come ti approcci a questa nuova stagione di Serie A, dopo anni di campionati esteri? Cosa ti aspetti e come vorresti ti stupisse?
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Esperienza nuova per me, un po’ di ansia da prestazione la confesso! L’entusiasmo però è superiore e spero sia percepito da chi ci guarda. Chi ama il calcio spera sempre di restare stupito da una grande giocata, magari un gol in rovesciata di Cristiano..."

#2 – Chi – finora – il miglior acquisto del calciomercato, escludendo Ronaldo?
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Sono curiosa di vedere Justin Kluivert in serie A. In Eredivisie le accelerazioni erano il piatto forte, oltre a un destro efficace sia per i gol che per gli assist. Vedremo se Di Francesco lo farà giocare a destra come lo ha provato nel pre campionato o a sinistra come nell’Ajax. Ovvio che poi operazioni come quelle di Nainggolan all’Inter e Higuain al Milan non possono passare inosservate. E mi affascina anche il ritorno in Italia di Prince Boateng dopo una gran stagione all’Eintracht".

#3 – Il tuo percorso professionale. Quando e come è nata la passione per il calcio e il giornalismo sportivo? E quando hai deciso di farne un lavoro?"

La passione per il giornalismo e per il calcio sono andate in parallelo fin da quando ero ragazzina. Ho deciso che avrei fatto questo mestiere a 14 anni dopo i mondiali del ‘98 e così ho fatto. Ho iniziato presto, a 19 anni. Tanta gavetta, tante sveglie all’alba la domenica per seguire le giovanili sui campi di periferia. Palestra incredibile, ricordi indelebili".

#4 - Ci racconti un aneddoto curioso vissuto in tv?
"Beh ne avrei molti. Sopratutto nella precedente redazione era un continuo di sfottò, palleggi di testa con i colleghi (con i piedi sono scarsissima), scherzi di ogni genere. Anche qualche gaffe in diretta non è mancata in tanti anni. Ma ci ho sempre riso su perché credo che il segreto sia non prendersi mai troppo sul serio. Saper sorridere di me stessa per me è vitale".

#5 - Quale evento sportivo avresti voluto raccontare ai tuoi telespettatori?
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Parto dal presupposto di essere una privilegiata e di aver fatto esattamente ciò che sognavo. Non ho mai fatto qualcosa pensando a tutte quelle che non stavo facendo o non avrei fatto. Detto ciò, mi piace fare le telecronache: un grande evento dal posto resta un sogno nel cassetto".

#6 - Che rapporto hai con i social? Ti piacciono, ti ci dedichi volentieri? Li usi solo per lavoro o anche per interagire con i follower?
"Discorso ampio, tortuoso quello dei social. Li ho, li uso a modo mio. Non amo mostrare troppo me stessa e per questo a volte mi sento fuori luogo perché vedo tante colleghe molto più capaci di me ad usarli. Io condivido spesso momenti di vita, a volte anche momenti familiari. E ormai, con le dovute accortezze, sono diventati molto utili per essere “sul pezzo”.

#7 - C'è un(a) collega di una testata concorrenziale che ammiri e vorresti portare a lavorare con te?
"Di colleghe che stimo ce ne sono molte. Amo in generale le donne che lasciano trasparire la passione genuina che le ha spinte a fare questo mestiere. Quelle alle quali mi sono ispirata anche io. Penso a Monica Vanali, Anna Billò, anche la mia amica Giorgia Rossi, bellissima, ma che ha saputo dare un contenuto a un bell’”involucro”. Credo che quando si trasmette amore per ciò che si fa si abbia automaticamente una marcia in più". 

#8 – Diventare mamma ha influito sul tuo modo di vedere la professione? Ha cambiato il tuo approccio nella vita di redazione?

"Proprio Marco Foroni mi ha spesso ripetuto: “Pietro ti ha fatto bene”. Penso intendesse che mi ha donato un tocco di profondità e sensibilità anche nel vivere l’evento sportivo che prima non avevo. Diventare mamma ti cambia in meglio ma all’inizio ti scombussola anche tanto. Non è facile lavorare in tv ed essere alle prese con l’allattamento o con qualche abito che fa fatica a chiudersi. Ma fa parte del gioco. L’importante è saperlo accettare. L’accettazione della normalità, la consapevolezza di essere umane e non delle macchine perfette a tutti i costi, spesso ci salva".

#9 – Nel 2011 sei diventata la prima telecronista femminile di una partita di Champions League. In 7 anni cosa è cambiato per le donne nell'ambiente giornalistico sportivo?

"È, fortunatamente, cambiato molto. Ma da ben prima che arrivassi io a fare una telecronaca. Ora la donna nel calcio non è più soltanto un contorno, una spalla. Dirige il gioco, è emancipata, nella maggior parte dei casi anche molto competente. Insomma, alla pari dei colleghi. E mi fa strano che a volte ancora ci si stupisca di questo. Per me è scontato che chi fa un mestiere, uomo o donna che sia, sia padrone della materia".

#10 – Il nostro è un sito che si occupa principalmente di fantacalcio e quindi, con la febbre dell'asta che sale, su quale portiere consiglieresti di puntare?
"Al fantacalcio di solito si sceglie il portiere in base alla difesa che tendenzialmente subisce meno gol. Quindi, al netto di questo, vista la difesa della Juventus e i protagonisti in porta, direi che chi sceglie Szczesny-Perin va sereno".

#11 – Quali il difensore, il centrocampista e l'attaccante che meritano più fiducia?
"In difesa credo che Caldara possa essere il futuro. Nainggolan a centrocampo per me è sempre una garanzia di qualità oltre che di efficacia. Sopratutto col ruolo che potrebbe cucirgli addosso Spalletti. In attacco, sarò banale, ma Icardi per me resta la certezza di una ventina abbondante di gol a stagione". 


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