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#FGCON Claudio Beneforti (Corriere dello Sport): "Quella volta in aereo con Mazzone... Occhio alla Fiorentina!"

A tu per tu con Claudio Beneforti, firma storica del calcio italiano


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Claudio Beneforti è da una vita nel mondo del giornalismo sportivo, firma tra gli altri del Corriere dello Sport e del Corriere della Sera. Partito dalla sua Pistoia, ha girato il globo seguendo squadre, giocatori, allenatori e instaurando spesso rapporti di grande cordialità con i protagonisti del pallone. Molto legato per motivi professionali a Bologna e al Bologna, ci ha raccontato le sue esperienze, il suo punto di vista sul campionato appena iniziato e ci ha dato qualche dritta per le aste del fantacalcio che incombono.

#1 - Qual è stato il momento in cui hai deciso che il giornalismo sarebbe diventato il tuo mestiere?

Correva l'anno 1981. Collaboravo con una radio di Pistoia mentre studiavo al quinto anno di medicina. Ma la passione per il giornalismo era più forte e decisi di andare a parlare con Massimo Sandrelli, uno dei responsabili de La Città, quotidiano di Firenze. Lui mi disse: "Ti prendo se mi dimostri di saper fare questo mestiere". Un anno dopo ero già assunto mollando medicina: potete immaginare con quanti rimproveri da parte dei miei genitori.

#2 - C'è un aneddoto divertente e/o curioso della tua carriera da inviato?

Tornavo da una trasferta a Bucarest con il Bologna (3o turno Intertoto 1998 contro il National, ndr). Ero nell'aereo con la squadra e finii seduto dietro Carlo Mazzone, allenatore di quel Bologna, e il suo secondo Menichini. Durante il viaggio ci imbattemmo in una tempesta e Mazzone ad un certo punto disse, rivolto al suo vice: "Aò, non puoi insultare Cristo sennò lo disorentiamo! Tu lo insulti, io lo prego: così non sa che fare!"

#3 - Tra gli eventi che non hai coperto, ce n'è uno che rimpiangi di non aver seguito per lavoro?
Il Mondiale brasiliano perché il Brasile è il calcio. L'unica cosa che ho della Coppa del Mondo che avrei voluto seguire è il K-wai della Fifa che mi ha regalato Rizzoli, arbitro della finale.

#4 - Che rapporto hai con i social?

Li uso pochissimo, praticamente solo per lavoro. Ammetto di avere con loro un rapporto conflittuale.

#5 - C'è un collega di una testata concorrenziale che ammiri e con cui vorresti lavorare?

Paolo Condò. Lo stimo molto, come giornalista e come uomo. Per la competenza che ha lo ascolto e lo leggo sempre molto volentieri.

#6 - Passiamo alla Serie A. Anche per te la Juventus è la favorita numero 1?

Certamente sì. Dietro i bianconeri vedo nell'ordine Inter, Napoli e Roma. I nerazzurri sono partiti male, non c'è dubbio: credo che sia una squadra che non ha ancora capito la sua forza e quando lo capirà diventerà la reale antagonista della Juve. È evidente che non si sia ancora calata nella sua dimensione.

#7 – Quale sarà la sorpresa in positivo, sia per quanto riguarda un giocatore che una squadra?

Mi stuzzica moltissimo la Fiorentina. L'attacco Chiesa-Simeone-Pjaca è il futuro ma anche un solido presente. La partita con il Chievo ha dato tante indicazioni positive e potrebbe essere legata alla preparazione estiva rivolta ad un possibile ripescaggio in Europa League. Cosa che è certa per l'Atalanta, sicuramente la squadra più in forma in questo momento della stagione.

#8 - Passiamo ai consigli per il Fantacalcio. Su quale portiere consigli di puntare per il campionato?

Direi Meret, in attesa ovviamente che recuperi dal suo infortunio, oppure Szcz?sny.

#9 - In difesa invece?
Skriniar sarà affidabile anche quest'anno.

#10 - Veniamo invece al centrocampo. Un nome oltre i soliti noti?
Mi piace molto Veretout.

#11 - Chiudiamo con l'attacco

Punto su Lautaro Martinez.


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