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Marca: 10 motivi per spiegare il fallimento della Spagna ai Mondiali 2018

ANALISI IMPIETOSA MA NECESSARIA. DOPO GERMANIA, ARGENTINA E ITALIA, UN'ALTRA BIG è FUORI


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Di drammi collettivi e nazional-popolari in sede di Mondiali, ne sappiamo, a malincuore, molto anche noi. Ma ciò che sta succedendo in Spagna in queste ore non era certo preventivabile, neanche al momento della cacciata di Lopetegui che sembra aver dato il via a una serie di piccole catastrofi, culminate ieri contro Akinfeev dal dischetto. E oggi a Madrid, sponda Marca, ci si interroga anche molto sulle motivazioni alla base della debacle: questi i 10 punti chiave individuati come motivi della disfatta.

1) Il fallimento di De Gea, che ha commesso un errore gravissimo sul tiro di Ronaldo e da allora non si è ripreso dal colpo. E lascia la Russia con un dato preoccupante: è il portiere con il minor numero di parate (uno, con sei gol subiti) nella storia dei Mondiali.

2) Il caos Lopetegui. E 'chiaro che il licenziamento dell'allenatore due giorni prima dell'inizio della competizione ha destabilizzato una squadra che era fiduciosa nei suoi confronti.

3) Giocatori chiave non in forma: tra i citati, Iniesta, David Silva e Carvajal. Si sono salvati solo Isco, Aspas e Rodrigo.

4) Fragilità difensive. Il dato numerico è chiaro: nel ciclo maggiormente vincente della Spagna (2008-12), la squadra ha giocato 19 partite, lasciando la porta imbattuta per 13 volte. Nella stagione 2014-18, la Spagna ha giocato 11 partite e subito 17 gol. 

5) Troppi tocchi di palla e poca profondità. La Spagna contro la Russia ha completato 1.144 passaggi, un record storico dei Mondiali. E segnato solo un gol.

6) Assenza di un piano B. Perché Hierro non ha provato a giocare a due punte, ed ha sostituito Costa con Aspas invece di farli convivere, quando si doveva segnare? 

7) Nessuna analisi tattica dei propri rivali. La selezione ha sempre trovato un rivale bloccato e che lo ha costretto a inventare soluzioni alternative al proprio modo di attaccare. 

8) Mancanza di un leader. Nessuno della vecchia guardia ha assunto il ruolo di trascinatore quando ce n'era bisogno. 

9) Hierro, troppo tempo per le sostituzioni. In nessuna delle quattro partite l'allenatore ha apportato modifiche prima del 65° minuto: la sostituzione di Silva al 67' contro la Russia è stata la sua prima decisione. 

10) Mancanza di utilizzo di diverse risorse in panchina. Molti non sono stati praticamente impiegati: tra i citati, Saul, Monreal, Odriozola, Azpilicueta, Kepa e Reina. Chi ha giocato al posto loro, d'altra parte, non ha fatto meglio.

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