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Erano gli anni di una Champions League insidiosa, quando il Barcellona si vide umiliare due volte nella stessa competizione dal gelo spietato del colonnello Lobanovsky, a capo di quella Dinamo Kiev che sorprese non poco nell’edizione 1996\1997. Erano gli anni del Barcellona di Ronaldo, Figo, Stoichkov, di quel Guardiola che poi, da allenatore, avrebbe insegnato al mondo le nuove formule del possesso palla. Ma erano pure gli anni di un calcio che sapeva riservare le più dure lezioni ovunque. Nien...

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Il 26 maggio del 2004 all’Arena AufSchalke di Gelsenkirchen, nella regione dei giacimenti di carbone, si affrontano Porto e Monaco. La partita vale la conquista della Champions League. Finale contro ogni pronostico. I portoghesi di Mourinho, destinato a diventare lo Special One, giocano un grande calcio e il Monaco di Deschamps, il Didier dei trionfi bianconeri di qualche anno prima, contano su un collettivo da cui spiccano nomi come Giuly e Morientes, l’ex attaccante del Real Madrid che in queg...

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Dopo avergli calciato addosso con tutta la sua forza il sinistro che avrebbe potuto portare il Benfica alla vittoria, Eusebio accarezzò il portiere che trattenne tra le braccia il tiro che cambiò la storia di quella finale. Con quel gesto Eusebio chiese scusa alla sua squadra e a se stesso. Lo fece assicurandosi che il suo avversario stesse bene, dopo avergli indirizzato quel tiro violento e potentissimo. L’espressione intenerita, il volto dentro la forma del rimpianto e il dovere di ricominciar...

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Era il 10 settembre 1994, esattamente 23 anni fa. L'estate italiana era appena trascorsa tra "Come mai" degli 883, Jovanotti e la sua "Penso Positivo" e Corona, che fece ballare milioni di ragazzi con l'intramontabile "Rhythm of the night". Diciamocelo: non fu una bella estate per lo sport nostrano, sedotto dagli azzurri di Sacchi a Usa '94 e poi illuso da quei maledetti rigori di Pasadena nella finale contro il Brasile (Ah, quel rigore di Baggio...) Fortuna che non esiste(va) solo il calcio: il...

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L’Italia che nel 1974 affrontò l’Olanda di Cruijff in una partita per le qualificazioni agli europei usciva da un mondiale deludente e da una crisi d’identità. Una lenta fase di ricostruzione l’avrebbe restituita rigenerata e sorprendente al campionato del 1978, battuta in semifinale proprio dagli olandesi. Dal 1970 al 1973 l’Europa dei club aveva parlato soltanto olandese. Quattro Coppe dei Campioni conquistate dal Feyenoord (1970) e dall’Ajax delle meraviglie (1971, 1972, 1973). Quattro segni ...


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