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MEMENTO - Auguri Mario, la carriera di Balotelli in 5 pillole (+1)

PICCHI DI CLASSE E CADUTE ROVINOSE: UN PICCOLO OMAGGIO A SUPERMARIO E AI SUOI 27 ANNI APPENA COMPIUTI


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Nel nome di Mario. Con picchi da Super-eroe, ma anche momenti di black-out. Un saliscendi di emozioni, così potremmo definirla la carriera di Mario Balotelli, fuoriclasse ghanese di origine, ma italianissimo nello spirito e nei fatti (è nato a Palermo). Proprio ieri SuperMario ha compiuto 27 anni e per celebrare il suo talento abbiamo deciso di ripercorrere la sua carriera in piccole pillole, una per ogni maglia indossata. Pronti? Si parte da Appiano Gentile...

INTER - Viareggio 2008, il trampolino di lancio. Balotelli è decisivo per la conquista del torneo per la primavera nerazzurra, imponendosi subito come uno dei talenti più cristallini del calcio italiano. Roberto Mancini crede ciecamente in lui, lo promuove in prima squadra e lui lo ripaga con gol e prestazioni. Ma l'arrivo di Mourinho porta le prime frizioni, culminate nella semifinale di Champions League contro il Barcellona: un 3-1 che porta tante gioie ai tifosi, ma anche questa brutto episodio con la maglia interista scaraventata per terra nello stupore generale. Cambiare aria è l'unica soluzione...

MANCHESTER CITY - Nell'estate 2010 arriva la chiamata del suo mentore: Roberto Mancini, allenatore dei citizen. Dopo un periodo di assestamento i gol arrivano (6 al primo anno e addirittura 13 nella seconda stagione in Premier, culminata con la conquista del titolo all'ultima giornata con un rocambolesco 1-2 con il Qpr). Le "balotellate" non mancano, ma i tifosi lo adorano e creano addirittura un coro solo per lui...

L'ITALIA -  28 giugno 2012. Il giorno della metamorfosi e della consacrazione internazionale. La partita è Germania-Italia, semifinale di Euro 2012 (Polonia/Ucraina). Balotelli ha 22 anni, ha appena vinto il titolo col City ed è la punta di diamante di Cesare Prandelli in nazionale. Serve una prestazione super per battere l'armata tedesca e Mario non delude le aspettative di milioni di italiani: doppietta straripante, Neuer immobile e un'esultanza che diventa subito meme. Non chiamatelo più Mario: da oggi lui è SuperMario Balotelli.

MILAN - Anche al City le cose cominciano ad andare male ed è necessario un nuovo cambio di casacca. E chi bussa alla porta? Proprio il Milan, lui che è cresciuto nell'altra sponda del Naviglio, ma che non ha mai nascosto le simpatie rosso-nere. Galliani il colpo lo fa sul gong: il 31 gennaio 2013 Balo è del Milan per circa 23 milioni di euro. In 1 anno e mezzo le cose vanno bene, eccome: 30 gol e 7 assist, tra cui questa perla nel giorno di San Valentino del 2014, contro il Bologna...

LIVERPOOL - Tutto sembra andare per il verso giusto, ma anche a Milano qualcosa non va. I gol ci sono, le prodezze anche, ma è l'atteggiamento che a volte indispettisce ambiente e tifosi. E allora che fare? Galliani fa due conti, poi ecco la proposta del Liverpool: 20 milioni di euro, un progetto intrigante e una grande proposta per Mario e Mino (Raiola ndr.). E allora si parte, direzione Anfield. Tante belle speranze...andate perdute: Balo al Liverpool ci resta 1 solo anno, segnando la miseria di 4 gol (1 solo in Premier). E allora l'anno successivo ecco di nuovo il Milan (stavolta in prestito), per ritrovare lo smalto perduto. Ma anche qui le cose non vanno un gran che: 2 gol in Coppa Italia e 1 solo in campionato, questo realizzato contro l'Udinese...Troppo poco per convincere i dirigenti a farlo restare a Milano..

NIZZA - Come l'araba fenice Mario rinasce dalle sue ceneri, stavolta in Costa Azzurra con la maglia del Nizza. Nella stagione 2016-17 Balo gioca 29 partite, segnando la bellezza di 18 gol, che contribuiscono a portare i nizzardi al 3°posto di fine stagione, che vuol dire Champions League. Un'impresa. E ora? Il presente si chiama Napoli, avversario proprio del Nizza tra qualche giorno al San Paolo nell'andata del preliminare. Mario forse non ci sarà causa infortunio, ma farà di tutto per recuperare almeno per il ritorno. Per sfidare un popolo amico e una squadra, quella di Sarri, sempre amata e adorata da lontano...


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