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VIP - Mexes e le risse: un rapporto indissolubile sia dentro che fuori dal campo

Il francese doveva essere il leader della sua nazionale, ma il carattere troppo impulsivo lo ha frenato definitivamente


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Ventotto giornate di squalifica in 12 anni di carriera in Serie A, 134 cartellini gialli, 16 espulsioni di cui 4 avvenute per rosso diretto e due squalifiche avvenuta tramite prova televisiva. Questo, e non solo, è il riassunto della carriera fra Roma e Milan di uno dei difensori più controversi degli ultimi 20 anni del massimo campionato italiano: Philippe Mexes.

Sin dal suo arrivo le controversie viaggiano di pari passo con il difensore transalpino: è il dicembre del 2005 quando il TAS sanziona con il blocco del mercato la Roma per delle irregolarità nel trasferimento dall’Auxerre alla Capitale di Mexes appunto. Una controversia che non dipende da lui certamente, ma che rivista ad anni di distanza non può che essere un chiaro segnale del destino in merito all’evoluzione della carriera sul suolo italiano del difensore definito da Henry come “uno dei migliori difensori del campionato italiano” e da Zidane come “il futuro della nazionale francese”. 

Mexes con la maglia della Francia nella Confederations Cup 2003 (Getty Images)

Le prime tre stagioni italiana filano via molto tranquille, se si eccettua il rosso rimediato contro la Fiorentina nell’1-1 del 2005 e quello contro la Sampdoria sul finire di stagione; dal 2008 però le cose cambiano: inizialmente convocato per lo stage della nazionale francese per l’Europeo dello stesso anno viene rispedito a casa con molta sorpresa degli addetti ai lavori, ma nemmeno così tanta. Sì perché dopo la finale di Coppa Italia di quell’anno - vinta dal giallorosso - ai microfoni aveva dichiarato di fregarsene dell’eventuale convocazione di Domenech per l’Europeo, a prescindere dalle condizioni del suo ginocchio infortunato. Mexes riprenderà, ma il ct francese non accetterà mai questa uscita infelice e decise (magari con l’aiuto degli astri) di lasciare a casa il difensore giallorosso.

Come se non bastasse questo evento a rendere nervosa l’estate di Mexes, nel luglio 2008 accade qualcosa di ancora più grave: durante il ritiro con la Roma Mexes ricevette una telefonata in piena notta in cui la moglie Carla lo avvisava del furto della sua vettura, con ancora a bordo la piccola Eva, di quasi due anni; il francese informò immediatamente dell'accaduto il team manager giallorosso che lo autorizzò a lasciare il ritiro e rientrare a casa. Fortunatamente i malviventi si accorsero della bambina e lasciarono la macchina poco lontano da dove avvenne il furto: questo segnò in parte l’avvio di annata del difensore che risultò essere una delle più nervose della sua carriera in giallorosso. Nella sola stagione 2008/09 Mexes raccoglie 6 giornate di squalifica di cui 3 per aver rivolto un insulto pesante all’arbitro durante la gara contro il Siena e tre (poi ridotte a due) per una rissa con Matuzalem in cui aveva scalciato e afferrato per i capelli alcuni dei giocatori della Lazio nel derby perso dalla Roma per 4-2.

Da questa stagione inizia la trasformazione da talentoso difensore centrale a mastino dell’area di rigore dedito al nervosismo da parte di Mexes e c’erano anche degli eventi extra calcistici che facevano presupporre questo. Nel febbraio del 2009 Philippe, Menez e Okaka si sono resi protagonisti di una rissa fuori da una discoteca dopo aver alzato troppo il gomito che ha procurato al francese un occhio gonfio e uno zigomo malconcio a causa di un colpo di cintura infertogli

Mexes stende Materazzi (Youtube)

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Chiusa questa stagione Mexes tornerà alla calma, visti i risultati di quella precedente. Assolutamente no. Nella stagione 2009/10 il francese - vittima anche di un infortunio - non riesce a riportarsi sui suoi livelli, sebbene la stagione dei giallorossi sia eccezionale. Lo stesso giocatore ammette di essere meno folle rispetto al passato, ma accade anche in questa stagione qualcosa che lo segnerà in modo negativo facendo venire fuori il suo lato eccessivamente impulsivo: alla fine della gara dell’aprile 2010 contro la Sampdoria la Roma perde il primato a favore dell’Inter - che lo manterrà fino alla fine - e Mexes scoppia in un pianto a dirotto sulla panchina dell’Olimpico e non supererà mai quel momento. Arriva qualche settimana dopo la finale di Tim Cup contro l’Inter, proprio la squadra che aveva infranto il sogno Scudetto e in quella gara Mexes dà il peggio di sé prendendosela principalmente con Balotelli e Materazzi: se con il classe 1990 si limita ad una finta testa, con il difensore figlio d’arte le scintille sono vere e proprie tanto da infierire al Campione del Mondo un pugno sul fianco - non sanzionato da Rizzoli -; questo suo comportamento non riuscirà a portare alla vittoria alla Roma e anzi Mexes verrà ringraziato da Materazzi nel corso delle interviste per aver reso la sua serata ancora più indimenticabile.

Inizia un nuovo campionato, ma Mexes continua a non trattenere la propria ira: siamo nel prime giornate della stagione 2010/11 e il francese si rende protagonista di una nuova rissa durante Brescia-Roma; dopo aver steso Eder in area di rigore ed essere stato espulso per fallo da ultimo uomo si scaglia veementemente contro il guardalinee della gara. Questo suo comportamento gli costa tre giornate di squalifica per “assunto un atteggiamento aggressivo ed intimidatorio nei confronti di un Assistente e per avere, poco dopo, rivolto un epiteto insultante al Quarto Ufficiale”. Inizia così dunque quella che sarà l’ultima stagione in giallorosso del francese e il finale non è dei migliori: altre due giornate per offese al quarto uomo al termine di Roma-Brescia (gara di ritorno) e rottura del legamento crociato a 7 giornate dal termine. Finita l’avventura nella Capitale arriva il trasferimento a Milano, sponda rossonera: l’inizio è frenato dall’infortunio sopra citato e dalla rottura della mano a fine ottobre, ma quando il francese si ristabilisce torna nuovamente quello impulsivo degli ultimi tempi romani e quale migliore occasione di Milan-Juve (quello più famoso degli ultimi anni) per tornare alla ribalta? Philippe al primo minuto del secondo tempo stende con un gancio destro al fegato Borriello: sul campo non accade nulla, ma la prova televisiva lo ferma per tre giornate. Di nuovo.

Ma evidentemente a Mexes le tre giornate non bastano e vuole infrangere il record e nel Juventus-Milan dell’ottobre 2013 gli vengono comminate ben 4 giornate (una per l’espulsione sul campo e tre per un pugno al collo Chiellini).Questa stagione inizia a incrinare leggermente il rapporto con il Milan, tanto che nell’annata successiva parte addirittura fuori rosa: le prime 10 gare non lo vedono calcare il terreno di gioco, ma poi Inzaghi lo reintegra salvo poi pentirsene quando all’ultima gara del 2015 (contro la Lazio, ndr) arriva la famosissima lite con Mauri: altre 4 giornate di squalifica conferitegli dal giudice sportivo. 

Mexes stende anche Chiellini (Youtube)

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Nuovamente il suo rapporto con il Milan sembra incrinarsi, ma questa volta definitivamente: Mihajlovic lo mette praticamente fuori rosa e poi gli fa giocare soltanto 5 partite nell’arco di tutto il campionato. Si interrompe il suo rapporto con i rossoneri e con il calcio - almeno fino a questo momento viste le voci che lo vogliono vicino al ritorno al Venezia di Pippo Inzaghi-. Da sicuro leader della Francia con la benedizione di Zidane e Henry a miglior amico del giudice sportivo italiano: Mexes avrà anche realizzato col eccezionali, ma il suo carattere gli ha precluso di potersi togliere più soddisfazioni di quelle ottenute nella sua carriera.


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