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VIP - Masashi Oguro, il coro cult del Torino

In granata dal 2006 al 2008, l'attaccante è nel ricordo dell'esasperazione cantata dai tifosi, sulle note di una canzone di raffaella carrà


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Il primo giapponese della storia del club granata e il Torino, avevano una sola cosa in comune: la data del 4 maggio. Il 4 maggio 1949 è il giorno della tragedia di Superga. Il 4 maggio del 1980, invece, è il giorno della nascita di Masashi Oguro, tesserato nell'estate del 2006. Su qualche vecchio forum di tifosi, a notizia battuta dalle agenzie sull'acquisto del nipponico, c'era chi cercò di lenire lo scetticismo di quest'acquisto singolare con l'augurio e la battuta di dubbio gusto "Speriamo allora non arrivi in aereo". Inutile aggiungere che l'utente si prese in risposta diversi insulti. Undici anni fa, la Serie A aveva ormai la sua storia di calciatori giapponesi e ognuno di loro aveva a suo modo lasciato un ricordo cult e così si ripetè con Oguro: un coro sulle note di Raffaella Carrà, "Rumore", cantato stavolta per lenire le paura della retrocessione. 

Rapido, sgusciante e con un buon senso del gol. "Un misto tra Inzaghi e Montella" oppure un "Inzaghi con gli occhi a mandorla". Questi i paragoni che si facevano quando Masashi firmò il biennale col Torino. L'attaccante era già in Europa e al Grenoble in Ligue2, se l'era cavata sufficientemente bene, mettendo a segno 5 gol in 17 partite. La società granata era rimasta stupita da questo ragazzo di 26 anni che tanto aveva fatto bene con la Nazionale di Scolari ma che nel suo campionato era un giocatore considerato ormai maturo e pronto alla consacrazione in competizioni estere di maggior livello. 

Oguro aveva iniziato a giocare a calcio nel Gamba Osaka, la squadra della sua città natale, e con pazienza si affermò in prima squadra - dopo la parentesi poco felice al Consadole Sapporo - diventandone uno degli elementi più interessanti. Dopo un paio di stagioni opache, man a mano che riuscì a trovare spazio, nella stagione 2003-04 mise a segno 19 reti in 23 partite. In quella successiva, 16 in 31 presenze. Poi il grande salto in Francia, dopo aver brillato l'anno prima nelle qualificazioni al Mondiale tedesco e averne preso anche parte. 

È con la sessione di calciomercato quasi agli sgoccioli che il Torino si decise ad acquistare dai francesi Oguro per 750mila euro. Il presidente Urbano Cairo sognava in grande ma soprattutto in modo trasversale: "Masashi è la nostra testa di ponte verso l' Oriente, grazie a lui il Toro è sbarcato in Giappone e nel prossimo giugno - novità - andremo a fare una grande tournée nel Paese del Sol Levante", dichiarò a La Repubblica. L'attaccante si era dato molto da fare appena arrivato in Italia. Non si sentiva solo il motivo di un pacchetto viaggio per i turisti giapponesi. In allenamento s'impegnava tanto, i gol in amichevole e in partitella arrivarono presto, aveva deciso d'integrarsi imparando l'italiano e di legare con i compagni. "Tecnicamente è bravo - diceva di lui contento Franceschini - e ha tanta voglia d'imparare. A me piace, è simpatico". Frequenti poi le cene con Stellone, Lazetic, Barone, Konan e Di Loreto. Tuttavia: "Quando andiamo al ristorante giapponese - ammise Masashi - pagano loro, costa caro mangiare dai miei connazionali"

Le premesse per fare bene, quindi c'erano tutte, se non fosse per quella frase a mo' di tuono a ciel sereno del mister De Biasi: "Oguro chi?". L'attuale Ct dell'Albania non era soddisfatto del mercato condotto dal club e questo lo portò subito a frizioni con Cairo, già prima che iniziasse il campionato. Il reparto attaccanti che contava Muzzi, Stellone, Abbruscato, Konan e il giapponese, pareva debole di fronte all'obiettivo della permanenza in A. La sconfitta in Coppa Italia al secondo turno contro il Crotone, portò subito all'esonero di De Biasi, senza nemmeno che fosse terminato agosto. Al suo posto subentrò Zaccheroni. 

La prima di campionato col Parma si chiuse subito con un pareggio acciuffato al 90esimo e nel quale aveva esordito Masashi, giocando giusto dieci minuti. 

Il cammino sotto la guida dell'allenatore che aveva portato il Milan allo scudetto nel '99, fu piena di sofferenze. E lo stesso per Oguro che il campo lo vide solo altre tre volte e solo in un caso giocò un match intero - da trequartista - contro la Fiorentina. Dopo la panchina col Catania, Zaccheroni concesse al giapponese un tempo nel pareggio per 1 a 1 contro il Messina. "Ho scelto Oguro per avere un giocatore dinamico e bravo a farsi trovare - dichiarò il tecnico nel dopo gara - Ci è riuscito, ma era in giornata no negli appoggi". "Stavolta non posso proprio essere soddisfatto - spiegò lo stesso attaccante - non ho giocato bene, non mi sono proprio piaciuto. Ho cercato di fare quanto mi ha detto l' allenatore, andando alla ricerca degli spazi ma non era facile contro la difesa così schierata: loro erano compatti e ci hanno concesso pochissimi spazi". Sta di fatto che Oguro rivide il campo solo alla 26esima giornata, quando Cairo esonerò Zaccheroni per far rientrare De Biasi che alla fine riuscì a conquistare la salvezza. 

La stagione 2007-08 alla guida di Novellino (e a cinque giornate dalla fine a quella di De Biasi) fu ancora più tribolata e se la punta nipponica era riuscito a scendere in campo almeno 7 volte in quella precedente, le sue presenze in questo campionato non furono che 3. Ci fu un episodio, abbastanza malinconico, che dimostrò come ormai il Torino non credesse più in lui. In un sabato di dicembre, vigilia della gara in casa contro il Genoa, Masashi raggiunse i cancelli della "Sisport" aspettandosi il pullman che lo avrebbe portato allo stadio per la rifinitura. "Ah, forse ho sbagliato appuntamento - disse ai giornalisti presenti - forse dovevo andare con loro al Comunale". In un anno e mezzo d'Italia, Oguro non aveva capito di non aver toppato orario, semplicemente non era stato convocato e quindi doveva restare al centro per allenarsi assieme alle pedine non disponibili. Il cammino verso la permanenza nella massima serie proseguì accidentato e si decise alla penultima giornata a Livorno, diretta concorrente, con 37 punti fin lì racimolati dai granata. Serviva una vittoria, il pareggio era troppo rischioso. Il match fu per fortuna deciso dal gol di Rosina. La partita con i toscani riportò alla mente la sofferenza dell'andata, con la sconfitta casalinga per 2 a 1, che coincise col momento più complicato della stagione. Un Novellino disperato, decise di far entrare negli ultimi 18 minuti Oguro. La Curva, disperata, intonò un coro poi diventato cult: "Ma ci prendi per il culo, fai entrare pure Oguro, Oguro!". 

Chiuso il campionato, l'attaccante tornò in Giappone, vestendo nel corso degli anni le maglie, tra le altre, dei Tokyo Verdi, Yokoama e Green Town. La carriera di Misashi non è ancora finita: attualmente gioca nel Kyoto Sanga. 


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